Avevo sperato in un quasi impossibile contatto da parte “loro”.
Anche per questo per molto tempo non ho piu’ scritto nulla su queste pagine, ero in attesa del contatto ravvicinato del quarto tipo. Che non e’ avvenuto.
E’ anche vero che le cose da scrivere si erano un po’ esaurite, dopo aver testimoniato piu’ o meno la mia storia di target andavo sul ripetitivo... e io sono sempre in cerca di cose nuove per avere l’impressione di evolvere, mentre mi sento morta dentro.
Speravo ingenuamente si facessero avanti, non so in che modo o tramite chi o che cosa, non so quando, ma avevo lanciato un sasso ed aspettavo di sentirne il tonfo o il ritorno, invece l’ho lanciato nel vuoto, ha risposto il nulla, ed e’ la risposta peggiore. Quella di non avere nessuna risposta.
E cosi’ e’ passato il tempo, e nonostante io contassi sul fattore psicologico, cioe’ sui tanti anni di onorato servizio come cavia da laboratorio nessuno e’ venuto a spiegarmi di che esperimento si tratta, chi mi controlla e perche’.
Che delusione. Torno a scrivere qui per tentare nuove strade e nuove ipotesi, avendo un po’ percorso e e un po’ scordato le vecchie.
Qualche volta mi era capitato di scrivere al pc alcune considerazioni sulla mia vita spiata, ma poi non le avevo pubblicate. Lettera morta comunque, modestamente sono confidenze che leggiamo solo io e i miei profilerss...(la doppia esse e’ voluta). Ecco cosa scrivevo il 4 marzo 2010 in aeroporto a barcellona, incazzata per aver perso l’aereo:
“Sono ancora viva.
Non ho scritto piu’ niente per un sacco di tempo, ma la mia vita spiata continua come prima.
Sono pronta a morire ogni giorno.... ma ho voglia di vivere ogni momento.
Il giudizio del mondo non mi fa piu’ ne’ caldo ne’ freddo... eppure del mondo sono ancora prigioniera, anche se sto compiendo un passo dopo l’altro verso la liberazione.
Uno di questi passi e’ stato il ricovero ospedaliero per liberarmi da una dipendenza farmacologica che durava da vari anni.
E’ stata molto dura. Al di la’ di ogni mia peggiore aspettativa.
Il ricovero in se’ e’ durato solo 10 giorni, ma ha avuto degli straschichi molto pesanti a livello fisico e psichico che durano tuttora.
Per due mesi, tutto dicembre e gennaio 2010, sono stata una specie di vegetale malaticcio ancorato o al letto o al divano.
Sintomi astinenziali persistenti, estrema fatica, depressione, insonnia, ecco il contenuto di ogni mio giorno da tre mesi a questa parte.
Sono stata un ingenua sprovveduta. Purtoppo mi sono fidata dei consigli superficiali di un medico del sert e di un colloquio iper rassicurante del primario del reparto di “medicina delle dipendenze”.
Eppure lo sapevo: mai fidarsi dei medici, specie di coloro che con le disintossicazioni ci guadagnano.
Sempre informarsi in modo indipendente, su internet e su siti internazionali.
Ma come capita spesso, cio’ che si consiglia agli altri poi non si segue in prima persona.
Solo dopo essere tornata a casa, con sulle spalle alcune settimane di sofferenza fisica e psicologica, ho cominciato a fare ricerche su internet, specie su forum in inglese, e ho scoperto che avrei dovuto comportarmi in modo del tutto diverso.
Per eliminare in maniera indolore dalla mia vita questa sostanza intossicante avrei dovuto usare determinati accorgimenti... io l’ho saputo troppo tardi e ho pagato cara la mia superficialita’, ma per fare in modo che questo travaglio non fosse inutile, ho tradotto e adattato alla situazione italiana due piccole guide, una sulla disintossicazione da oppiacei e una sulla disintossicazione da subutex, che era poi il mio caso specifico.
A parte il sudore e sangue con cui ho pagato la mia avventata disintosscazione senza metodo... sono contenta.
Sono soddisfatta di me, anche se fisicamente sono abbastanza uno straccio.
E’ anche per questo che non ho scritto piu’ niente, nonostante ci siano stati episodi significativi sia in ospedale che fuori, di cui sarebbe valsa la pena parlare. Ma e’ meglio che certe scoperte me le tenga per me, o darei ulteriori vantaggi al nemico.
Dico solo che si sono fatti vivi pesantemente, e ho varie conferme che uno di “loro” e’ sempre a distanza d’uomo da me, dovunque io sia e a qualsiasi ora.
Puo’ essere un passante, uno seduto in macchina, una ragazza che guarda le vetrine, un operaio della manutenzione della usl.
Di solito io non lo vedo per niente, o lo incrocio solo di sfuggita, perche’ ha l’ordine di starmi vicino ma stando fuori dal mio campo visivo.
“loro”sono stati pronti ad introdursi nella mia stanza d’ospedale dopo pochi minuti dal mio allontanarmi dal reparto in modo non programmato.
Avevo lasciato tutte le mie cose in stanza ed ero senza nient’altro addosso che il pigiama, e sono uscita senza preavviso, come potrebbero seguire i miei movimenti se non tramite un microchip impiantato da qualche parte, o un tracciamento audiovideo via satellite... o un rilevamento dei segni vitali dietro ai muri...come per trovare sopravvissuti sotto le macerie dei terremoti.
Eppure hanno anche bisogno del supporto di persone presenti in situ che avvisano quando mi incrociano.
Sono stati pronti ad entrare nel mio appartamento dopo pochi minuti la mia uscita da casa, anche in questo caso senza preavviso e con la borsa lasciata a casa della mia vicina. Qualsiasi cosa sia a segnalare la mia presenza dovrei poterla rimuovere facilmente, altrimenti non mi starebbero intorno.
In questi ultimi mesi mi sono mossa poco e molto lentamente, per cui le occasioni in cui lo spionaggio e’ stato evidente sono state relativamente poche, ma non lo considero affatto un periodo di letargo.
E’ una specie di malattia ma anche una lunga convalescenza, il mio corpo e’ sfinito, ma potrebbe morire il bruco per lasciar posto alla farfalla.
A gennaio avevo comunque deciso di fare un viaggetto verso un clima piu’ piacevole, a Malta, ma e’ saltato, ed e’ stato meglio cosi’, perche’ mi ha dato l’opportunita’ di trovare info sull’Iboga su internet e partecipare poi ad una cerimonia di iniziazione con questa radice sacra in Spagna.
e’ stata un’esperienza interessante, forte, scomoda. Parzialmente ancora da comprendere.
Non e’ successo ne’ il miracolo, e cioe’ che l’incubo dello spionaggio sia finito e io viva una vita libera, ne’ io ho trovato il bandolo della matassa, il motivo di tutto cio’.
“loro” non hanno ancora deciso di farla finita con me, e io ho temporaneamente deciso di fare finta che non esistano.
Porto avanti le mia piccola vita quotidiana fregandomene altamente di chi mi segue per strada, di chi ascolta le mie poche telefonate, di chi legge le mie poche email e anche di chi si introduce in casa mia e tarocca i miei effetti personali.
In effetti il “chissenefrega” e’ il modo in cui sono riuscita a sopravvivere allo stalking organizzato e a tutti i tentativi di farmi arrivare alla follia.
Sono sopravvissuta alle prove a cui mi hanno sottoposto. Temporaneamente.
Ho ancora una vita da spendere, ma il videogame mon mi fa passare al livello successivo.
Temporaneamente mi chiedo ancora il perche’ sto sopravvivendo. sospetto che lo scopriro’ un attimo troppo tardi, trapassando.
Ho visto la pazzia in faccia, ho vissuto l’inferno e il terrore, ho attraversato la morte della vita precedente, ho perso i miei ruoli sociali, familari, la reputazione, le amicizie, le identita’... e sono ancora qui. Ma potrei non esserlo domani. “
Dunque vedo di fare un riassunto del periodo trascorso, incompleto dato che ho la memoria sempre piu’ deficitaria, e che mi riprometto spesso di tenere un diario ma poi non lo inizio mai.
Dalla fine del 2009 sono successe un po’ di cose nella mia vita, il motivo di fondo e’ rimasto lo stesso ma alcuni dettagli sono cambiati, alcuni piccoli obiettivi li ho raggiunti e ne sono felice, altri si sono modificati o li ho abbandonati, ma la mia vita di persona spiata,di cavia umana per esperimenti segreti, continua come al solito.
I mesi invernali tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 sono stati caratterizzati dal malessere persistente dovuto alla disintossicazione dal subutex, che mi ha praticamente bloccato in casa per molto piu’ tempo del previsto. Mi sentivo apatica, spossata, facevo la spola dal letto al divano e non uscivo quasi mai.
La svolta e’ stata una cerimonia con una pianta sacra, l’iboga, a cui ho deciso di partecipare a febbraio 2010. L’obiettivo era superare la dipendenza da quel farmaco, che per quanto ne prendessi quantita’ irrisorie, mi teneva comunque legata anche psicologicamente. (Traguardo raggiunto per alcuni mesi, ma da luglio sto sperimentando ricorrenti ricadute nell’uso di modiche quantita’ di sostanze a base oppiacea, anche perche’ mi sento sempre stanca, rigida, oltre che depressa.)
A dicembre 2009 ero stata ricoverata 10 giorni a Verona per quella che doveva essere una disintossicazione rapida, rivelatasi una presa in giro dato che per ristabilirmi ci ho messo mesi.
Poi ero stata in spagna una settimana a natale a trovare mio figlio poi tutto gennaio di nuovo chiusa in casa, migliorando lentamente.
Navigando in internet avevo trovato varie storie di persone che descrivevano le proprieta’ dell’iboga, che oltre ad essere un aiuto per chi vuole disintossicarsi senza dolore e’ soprattutto una radice con proprieta’ psicoattive, che permette viaggi interiori contattando con parti di se’ profonde, entita’ ancestrali, esperienze di morte e rinascita. Avevo contattato via mail un amico italiano di due sciamani inglesi, che mi dissero di apprestarsi ad una cerimonia spirituale in andalusia proprio a febbraio, in un week end di luna piena.
Beh, detto fatto... nel giro di pochi giorni mi sono unita al gruppo andaluso, last minute come sempre.
Non mi soffermo su cio’ che ho vissuto interiormente e su come si e’ svolto il week end, non ho avuto visioni ne’ mi sono arrivati messaggi da spiriti guida o dal mio se’ superiore, ma questo un po’ era in preventivo, dato che so che gli spioni usano tecnologie in grado di modificare le mie onde celebrali, anche se spero solo fino ad un certo punto.
Non so esattamente come possano farlo, ma ho sperimentato personalmente che riescono a azzerare gli effetti fisici e neurologici di alcune droghe, soprattutto la cocaina.
Ho partecipato ugualmente... correndo il rischio che con me l’iboga non funzionasse o mi facesse stare male o mi provocasse effetti collaterali imprevedibili, ma correndo anche il rischio che mi mettessero i bastoni fra le ruote durante il viaggio e non mi facessero arrivare sul posto... o che mi boicottassero in altri modi a sorpresa, ma tant’e’... come diceva la grande raffaella carra’ “meglio un capitombolo che non provarci mai”! (“chissa’ se va” si chiamava ed era la sigla di canzonissima).
Comunque da quel momento gli eventi si sono sbloccati, ho cominciato a stare benino e nel giro di pochi giorni ho anche trovato l’appartamento da comprare per mio figlio, che cercavo in maniera inconcludente da un anno.
Non so se sia stata una scelta azzeccata o no, a me quella citta’ non piace per niente e un po’ tutta la spagna mi ha stufato, ma il prezzo del piso era abbordabile ed essendo situato in centro ho pensato che lo potrebbe facilmente rivendere in un ipotetico futuro... certo c’erano lavori da fare, terzo piano senza ascensore eccetera... ma insomna ormai e’ andata.
Avendo risolto all’improvviso quella spinosa questione, che si trascinava insieme a me, rendendomi prevedibile e facendomi ripetere sempre gli stessi comportamenti e pensieri, in maniera inaspettata quasi con un colpo di testa, ho pensato bene di farne un altro, gia’che c’ero!
Tornata in italia, dopo appena una settimana mi sono aggregata ad un gruppo in partenza per il khumba mela, ho fatto il visto per l’India e sono partita!
Il Viaggio con la v maiuscola, il viaggio mistico di ricerca per eccellenza, madre India... dall’eta’ di 15 anni pensavo che sarei andata in India e non l’avevo mai fatto, forse per paura forse per snobismo... era diventato quasi un mito, il grande viaggio... ma non sto qui a fare il resoconto delle mie esperienze indiane, sarebbe troppo lunga la storia!
Per due settimane ho condiviso il viaggio con queste persone, poi loro sono rientrati ed io sono rimasta ancora due mesi per conto mio a vagabondare tra Delhi, Goa, Kolkata, Dharamsala... Sono tornata in italia il primo giugno del 2010, alla scadenza del visto trimestrale.
Quindi ho passato l’estate a casa in totale pigrizia e relax, godendomi le ritrovate comodita’ occidentali, la tv, il water, le strade pulite, la poca gente in giro rispetto alle masse di varia umanita’ orientale, senza aver trovato risposte alle mie domande o indicazioni sui prossimi passi da percorrere in questo mio cammino.
Ultimamente la ricerca prosegue in modo molto stentato e frammentario con alcuni timidi sprint che pero’ esauriscono in breve tempo la loro spinta energetica, se mi sto evolvendo o sto regredendo sinceramente non lo so. Sono preda di battaglie interne fra opposte tendenze e necessita’.
Mi rendo conto che questo mio percorso apparentemente contradditorio, senza direzione, in realta’ ne ha una anche se per la maggior parte inconscia, direzione che io stessa non riesco ad interpretare nei suoi messaggi e segnali in codice, direi che ci sono parti di me che provano a comunicare all’esterno ma parlano linguaggi diversi.
Sicuramente il percorso e’ anche condizionato da forze esterne, dagli spioni che con le loro incursioni mi provocano reazioni di diverso tipo, da eventi che mi sono attirata per poter andare oltre Matrix, oltre la realta’ finta degli umani inconsapevoli o senz’anima sottomessi da entita’ invisibili.
Sono stanca della mia vita di cavia umana e sono pronta per sapere la verita’, qualsiasi essa sia.
Una delle ipotesi che ogni tanto si fa strada nella mia mente e’ quella del suicidio consapevole, cioe’ di porre fine alla mia vita per non continuare a servire fini malvagi, businness che vanno a scapito di popoli e animali, corporations che finanziano guerre ed epidemie per arricchirsi, creatori di male che genera altro male che innesca altro male in un labirinto senza fine.
Non voglio essere parte di questo, e se non avro’ altre alternative da percorrere questa ipotesi mi sembra da tenere in considerazione. In casi eccezionali il suicidio e’ permesso anche nelle scuole esoteriche di matrice cristiana, e l’anima non va incontro alle conseguenze karmiche che si dovrebbe aspettare in circostanze piu’ comuni.
Prima cerchero’ di raggiungere qualche brandello di verita’ con mezzi meno drastici... mi sto avvicinando all’ipnosi con un terapeuta di provata esperienza e bravura, sto affrontando le mie ferite fisiche ed emotive con sessioni di pranoterapia, ho fatto qualche tentativo di viaggio astrale, ancora non riuscito, un corso di introduzione al buddismo tibetano, di cui ho letto alcuni testi molto interessanti su morte e reincarnazione.... insomma cerco la verita’ dentro, potrei cercare le prove anche all’esterno, i gps nascosti in auto, le microspie nascoste in casa, i telefoni taroccati, ma cosa risolverebbe? Su questi oggetti non c’e’ il marchio di fabbrica del mandante... il mistero rimarrebbe... e mi attirerei le vendette della manovalanza criminale che si guadagna da vivere sabotando pedinando imbrogliando spiando intrallazzando...
ecc ecc ecc ecc
controllo 24 ore su 24. tecnologie sconosciute. microchip sottocutanei. cavie umane per esperimenti medici militari. spionaggio satellitare. sintomi indotti. craving artificiale. militari appostati. pedinamenti di gruppo. intrusioni e sabotaggi. ritorsioni su familiari. poliziotti complici. condizionamento mentale. ... scrivimi a angymary64@gmail.com
Visualizzazione post con etichetta storia di una donna usata come cavia umana da una corporation. Mostra tutti i post
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lunedì 13 settembre 2010
domenica 12 aprile 2009
i miei 7 anni di esperienze come target
Come avviene la sorveglianza di un target civile mediante tecnologie e tattiche militari?
Questo testo si basa su un'esperienza personale di oltre 7 anni come target, (obbiettivo, bersaglio) di intrusione, spionaggio, group stalking, controllo a diversi livelli, da parte di un'organizzazione criminale che opera con finalita' pseudoscientifiche deviate.
Non ne conosco il nome ma so che e' sicuramente una corporation potente e ramificata a livello internazionale, ha influenze politiche e contatti stretti, a volte collaboratori interni, con la polizia e similiari apparati di ordine pubblico; dispone di tecnologie avanzate e sconosciute al grande pubblico, alcune di queste sono brevetti militari ancora segreti e altre sono invece a disposizione delle agenzie di investigazione privata piu' danarose; ha certamente un budget enorme di spesa da dedicare alla sorveglianza dei target prescelti nel lungo periodo, nonche' un vasto numero di agenti, dirigenti, spioni, mercenari e depistatori vari che collaborano a vario titolo e in diversi periodi di tempo a queste “covert operations”, che spesso "subappalta"ad altre organizzazioni minori con cui e' in contatto - ad esempio in caso di viaggio improvviso all'estero del target.
Le cifre in gioco sono enormi, sia per il numero di persone impiegate a tempo indeterminato in queste operazioni sia per la montagna di soldi che vengono spesi. Diciamo che puo' permettersi di spendere intorno ai 50.000 € al giorno, nel mio caso, pur di assicurarsi la sorveglianza 24 ore su 24 del target in qualsiasi luogo si trovi su questo pianeta, senza mai perderlo di vista, neanche al cesso, neanche mentre fa la spesa al supermercato, o mentre dorme, o mentre mangia una pizza con gli amici. Alla faccia della legge sulla privacy.
La prima domanda che viene a tutti coloro cui mi e' capitato di raccontare la mia realta' di persona spiata e' PERCHE'? Qual'e' il motivo di tutto cio'? "Perche' mai qualcuno dovrebbe spiarti, seguirti? Chi sei tu da meritare tanta attenzione? chi mai si prenderebbe la briga di spendere tanti soldi e buttar via tanto tempo dietro a te? anche volendo crederti, mi dai uno straccio di spiegazione logica sul perche' ti controllano?" e poi invariabilmente comincia la tiritera che il problema e' nella mia testa, che io "mi sento" spiata, che sono paranoica, magari che devo farmi visitare da uno psichiatra... che sono come un bambino che si e' creato l'amico invisibile!
Pero' sono domande che mi faccio anch'io milioni di volte. Mi dico: Tu non sei nessuno, non hai soldi, non hai segreti, non hai particolari capacita', perche' dovrebbero averti messo sotto sorveglianza? che cos'hai di speciale? che cos'hai che vale cosi' tanto? E via dicendo. Ho provato milioni, miliardi di volte a dare una risposta a queste domande, a me stessa e agli altri, non c' e' un maledetto giorno che non ci pensi e non chieda a me stessa, a dio, al mio se' superiore, all'universo, il perche' di tutto cio', e perche' proprio a me, ma la verita' e' che non lo so.
Posso fare alcune ipotesi, in base alla vita che ho vissuto e al tipo di persona che sono, visto che corrispondo ad alcuni degli classici standard delle cavie umane usate per oscuri esperimenti della cia e di altri servizi segreti sulla popolazione civile: appartengo a una categoria particolare, quella dei tossici, che e' fra le piu' deboli della societa' e che viene considerata come spazzatura, nonche' a quella dei malati cronici, vivo sola, sono femmina, altro punto di debolezza nell'ambito sociale e personale, sono un tipo solitario, frequento poche persone e tendo da sempre ad isolarmi dagli altri esseri umani. Insomma sono il tipo di target perfetto, servo per portare avanti senza saperlo qualche operazione molto pericolosa svolta ai miei danni, infatti la mia senzazione e' sto facendo da cavia per un qualcosa che se mi fosse stato proposto sicuramente non avrei accettato.
Probabilmente non sono la sola in questa situazione, ma non e' che questo mi faccia sentire meglio. Ho anche provato a contattare altri che sono vittime di situazioni di abuso, dal controllo mentale alle torture tecnologiche, allo stalking organizzato, e purtroppo tutti costoro non vengono creduti, di quelli che ho conosciuto molti sono ormai impazziti del tutto, altri sono sulla buona strada, altri sono lucidi e stanno resistendo con tutte le loro forze, ma ancora non ho trovato nessuno che abbia delle esperienze simili alla mia. Anzi si, a dire la verita' lo avevo trovato, solo che non ho potuto contattarlo, almeno con i soliti mezzi, perche' e' morto. Si tratta di Marco Pantani. Ho cercato senza saperlo coscientemente, di avvicinarmi, sono stata a Cuba nel dicembre 2003 quando c'era anche lui, ed altre coincidenze e circostanze strane, di cui mi sono resa conto solo in un secondo momento. A volte davvero penso che le mie azioni e le mie decisioni siano condizionate, i miei pensieri distorti e controllati stile ipnosi, mi vengono i brividi se penso che potrei essere un manchurian candidate..
Posso provare, per deduzione logica, a restringere il campo delle possibili organizzazioni che possono permettersi di portare avanti questo tipo di operazioni, e sono veramente poche, ma una risposta chiara ancora non e' arrivata. L'ipotesi che attualmente mi sembra meno assurda e' quella di una multinazionale farmaceutica che effettua esperimenti su possibili farmaci, o su nuovi virus, vaccini, o microchip impiantabili sottopelle, o parti artificiali del corpo umano per costruire dei cyborg, o modificare il comportamento, condizionare i pensieri, e chi piu' ne ha piu' ne metta, e qui ci puo' stare dentro qualunque ipotesi fantascientifica. Questa e' vera e propria vivisezione usando cavie umane inconsapevoli- e' gia' successo varie volte ed e' ampiamente documentato l'uso per esperimenti di vario tipo di truppe di soldati, di carcerati o di popolazioni del terzo mondo- e la corporation che puo' permettersi di organizzare una mostruosita' del genere e' magari una multinazionale degli armamenti che testa armi biologiche o chimiche o ultrasoniche o chessoio, e per farlo quindi collabora con servizi segreti e agenzie varie di intelligence. Tutti accumunati da uno stesso aggettivo: criminali.
Nella mia esperienza di target alcune volte ho notato che gli spioni che mi seguono usano metodi militari, con gesti in codice, segni convenzionali, fischi che imitano gli uccelli o versi di animali, travestimenti con finti cespugli, tattiche e movimenti da film bellici... e in un paio di occasioni ho proprio visto coi miei occhi dei militari appostati, ad esempio in una casa in costruzione su cui avevano posto delle tende oscuranti alle finestre, indossavano una specie di mimetica blu e nera, passamontagna nero, e a grande velocita' utilizzavano attrezzature varie, le smontavano e le riponevano in casse ... ma questo potrebbe anche solo significare che questa multinazionale usa dei contractors, dei mercenari come quelli ingaggiati in iraq, non porta per forza alla conclusione che si tratti del Sisde o della Cia. Chiunque sia e' molto ben organizzato ed attrezzato con tecnologie da fantascienza, roba che non compare nemmeno su internet, e il saperli nascosti nei pressi di casa mia o mimetizzati nel bosco dove sto passeggiando mi provoca ogni volta i brividi, le palpitazioni e i sudori freddi. Non per questo rinuncio a fare passeggiate in montagna. So di rischiare la vita ogni singolo momento di ogni fottutissimo giorno, anche quando sono chiusa in casa, anche quando dormo, anche adesso che sto scrivendo queste righe per i posteri.
Ricapitolando: di sicuro le tecnologie utilizzate sono segrete, non ancora in commercio, esclusiva dei servizi di intelligence e dell'esercito, io almeno non ho ancora visto in vendita su ebay un software che permetta di spiare le persone tramite il sistema elettrico della loro stessa abitazione. Non ho mai sentito parlare di macchinari che producono olografie tridimensionali a distanza, eppure li ho visti, erano nella stanza accanto alla mia in un hotel, per non parlare di sistemi con cui si producono temperature estreme in alcuni ambienti, o freddo polare o calore insopportabile nel giro di pochi minuti...
oppure tecnologie tramite le quali queste persone, mentre tu sei chiuso nella tua stanza riescono a spostare gli oggetti di qua e di la, o che te li fanno letteralmente sparire sotto al naso, e in casa ci sei solo tu. Se provi a raccontare in giro qualcosa del genere ti prendono automaticamente per pazzo. Probabilmente se non avessi vissuto certe esperienze in prima persona lo farei anche io, sono stata una scettica irriducibile, prima che capitasse a me. Ben mi sta come contrappasso, no?
So che puo' sembrare fantascienza, come negli anni 80 era fantascienza il telefonino, intenet, le reti wireless o il notebook che pesa meno di 1 kg. Erano inimmaginabili anche le armi ad energia diretta, ad ultrasuoni, i faser che ti sparano una corrente paralizzante...finche' qualcuno non si e' ricordato che un certo Nikolas Tesla aveva fatto delle scoperte geniali, e basandosi su queste ha inventato e brevettato sul serio, nella realta' ordinaria e non nei film sugli alieni, cose che sembravano impossibili.
Ma voglio dirigere un attimo l'attenzione dalle ipotesi ai fatti, a cose accadute e verificabili di cui ci sono tracce e testimoni, perche' gli scrupoli verso gli altri sono stati quelli che mi hanno frenato finora dal fare di tutto di piu' per far emergere la mia situazione, urlandola al mondo.
Diciamo che da quando questo grande fratello – chiamo cosi' questa organizzazione per mancanza di fantasia – “sa che io so” mi ha posto sotto ricatto, o meglio ha deciso di sfruttare il fatto che io sia consapevole di essere sotto sorveglianza, ed ogni volta che ho provato a fare un timido passo per fare delle indagini o per cercare di rendere pubblica la verita', o ' successo qualcosa di brutto a qualcuno che mi stava a cuore, o e' successo qualcosa di spiacevole a me e alle mie cose.
Porto solo un paio di esempi. Nell'ottobre del 2007 avevo chiesto ad un piccolo investigatore privato di condurre un'indagine su di me. Gli avevo chiesto di seguirmi in particolari situazioni dove sapevo che mi avrebbero seguita in modo evidente, e costui e la sua squadra dovevano prendere nota di chi fossero gli spioni e cercare di saperne di piu'; ebbene non solo questo signore fu preso bellamente in giro e depistato, dato che eravamo stati ascoltati e seguiti sempre, nonostante le sue ingenue precauzioni, ma gli venne anche danneggiata l'auto, e il giorno stesso che si fece installare una videocamera nascosta nello specchietto anteriore, questa gli venne rubata, dopo poche ore e in pieno giorno, nel parcheggio del centro commerciale "Le Befane" di rimini. Il vecchio amico a casa di cui andavo a rifugiarmi in quel periodo , spari'improvvisamente, seppi poi che fu arrestato per una pendenza giudiziaria di non so quanti anni prima, e di peggio capito' a un altro mio conoscente che avevo coinvolto nell'indagine, fu licenziato dalla ditta in cui lavorava come autotrasportatore perche' qualcuno li avviso' che aveva avuto un passato turbolento, la moglie lo butto' fuori di casa perche' fu messa al corrente di qualche suo scheletro nell'armadio, e infine venne messo sotto sorveglianza dai carabinieri finche' fu arrestato per un tentato furto.
La ritorsione mafiosa pero' che per me e' piu' evidente e' che quell'anno, esattamente il 31 ottobre, notte di halloween, mio figlio diciassettenne fu arrestato per un tentato furto aggravato di una forma di parmigiano. Nemmeno un paio di settimane dopo che avevo dato l'incarico all'investigatore e cercavo di attirare i maledetti spioni allo scoperto, in un modo molto efficace di cui parlero' in un altro momento. Successe che un vecchietto all'una di notte aveva chiamato i carabinieri avvisandoli che in un cortile li vicino c'erano dei ragazzi, tra cui mio figlio, che spingevano un carrello, ed era rimasto attaccato al telefono finche' non era arrivata la volante. Questa potrebbe apparire una coincidenza, ma dopo migliaia di queste coincidenze sospette io so che non e' cosi'. Il vecchietto e' stato pagato dai miei "controllori occulti" per avvisare i carabinieri e l'arresto di mio figlio e' stata la vendetta per aver cercato di fare delle indagini ed aver assunto un investigatore. E purtroppo ha funzionato anche come minaccia a non fare ulteriori indagini, finche' non ho cambiato modo di pensare e prospettive: adesso i ricatti e le ritorsioni mafiose non mi toccano piu', anzi mi provocano la reazione opposta, una grande rabbia, una nuova energia per andare avanti a qualsiasi costo, senza sentirmi responsabile di altri che non dipendono da me.
La modalita' mafiosa di far capitare cose spiacevole e' capitata varie volte per altri arresti ingiustificati e per sfighe su misura successe alle altre persone. Era gia' successo ad altri che avevano provato ad aiutarmi prima. Se erano persone dell'ambiente della droga, iniziava una sorveglianza speciale finche' non li prendevano con qualche sospetto inventato. Se avevano precedenti penali, venivano improvvisamente arrestati per procedimenti che giacevano nei cassetti da vent'anni, per poi essere rilasciati dopo alcune settimane dal giudice, e con tante scuse. Se erano persone con attivita' commerciali o con proprieta', cominciavano a capitargli furti e danneggiamenti in serie. Se avevano una casa in campagna dove a volte mi ospitavano, quando avevo troppa paura di stare a casa mia da sola, venivano tolti di mezzo lui e la casa, nonche' i rottweiler e i pastori tedeschi che aveva di guardia. Insomma, nei vecchi ambienti che frequentavo ormai era risaputo che portavo sfiga. Dove c'ero io cominciavano a succedere le cose piu' brutte, piu' strane e piu' assurde.
Questo modus operandi del "grande fratello oscuro" riguarda il ricatto e la vendetta attraverso le persone che avevo o che ho vicino, a cui ho reagito quasi sempre allontanandomi e isolandomi dagli altri, cambiando spesso compagnie o non frequentando nessuno per piu' di qualche giorno di seguito. Ma le vendette e ritorsioni maggiori ovviamente sono sempre state sulla sottoscritta. Sono state talmente tante in questi anni che faccio quasi fatica ad elencarle tutte. Dai furti in casa dopo essere entrati, alla manomissione di telefoni, computer, sveglie, oggetti di uso quotidiano, o la loro sostituzione con altri simili ma piu' vecchi e rovinati, alla manomissione di automobili e motocicli, alla sparizione di file o all'intrusione informatica via internet.
Tante di queste cose continueranno a capitarmi, ma ormai ci ho fatto il callo. Ho raggiunto il limite, oltre il quale non mi importa piu' di nessuna delle conseguenze possano verificarsi, voglio solo la verita'. ho messo in conto anche le eventuali ritorsioni a miei familiari nel caso decida di rendere pubblico qualche testo o foto via internet, magari tramite un blog, e anche in questo caso ho deciso che e' per me piu' alto il prezzo da pagare con il mio silenzio, in termini di sofferenza, di mancata realizzazione spirituale, di occasione sprecata di portare una mia testimonianza, perche' mi sentiro' dannata, fallita, vigliacca, e perche' so che devo fare la mia vita. Non posso continuare a proteggere coloro a cui voglio bene col mio silenzio, o ad illudermi di farlo.
Non si tratta di persone che vivono con me o dipendono da me in termini di vita o di morte, e comunque sia non riuscirei a proteggere nessuno perche' non posso controllare la vita degli altri. Mio figlio ora ha 19 anni compiuti, e' grande e si dovra' prendere la responsabilita' delle sue scelte, mia madre ha 81 anni e la sua vita la ha gia' pienamente vissuta. Ora io devo vivere cio' che resta della mia. E questa non lo e', e' solo sopravvivenza di un topo in gabbia che si illude di essere libero perche' le sbarre sono trasparenti.
Per quanto riguarda altri tipi di ritorsioni, circa quelle economiche e cioe' possibili furti dei miei risparmi, specie via internet o bancomat, se accadranno mi permetteranno di tornare a fare la barbona, muovendomi senza auto, senza cellulare, senza soldi ne' carta di credito, con una vita quindi meno rintracciabile e prevedibile, e di prendermi dei rischi in piu', tanto non avro' niente da perdere... allo sbaraglio. vivi ogni momento come se fosse l'ultimo, che bello! e che incubo per loro, dover seguire una scheggia impazzita!
per quanto riguarda eventuali ritorsioni sociali o lavorative, ho risolto il problema alla radice, infatti non lavoro piu' e non faccio piu' vita sociale. Detto cosi' sembra facile, quasi una battuta, ma ci sono arrivata per disperazione, dopo aver perso tre impieghi di tutto rispetto per via dei vari boicottaggi del mio grande fratello personale, e in quanto alla vita sociale sono sempre stata un lupo solitario, preferisco cambiare spesso ambiente perche' la gente normale mi annoia e quella interessante mi mette in soggezione, e mi sento un pesce fuor d'acqua ovunque.
Ho dunque deciso di scrivere quello che mi sta capitando da oltre 7 anni, e cioe' di essere il target di una operazione di sorveglianza a lunghissimo termine per motivi ignoti, senza badare a chi mi credera' o no, e senza badare ad eventuali ritorsioni, perche' ormai l'unica alternativa per me e' il suicidio o la pazzia, e non sono alternative percorribili, perche' io voglio vivere e non sono pazza!
Questo testo si basa su un'esperienza personale di oltre 7 anni come target, (obbiettivo, bersaglio) di intrusione, spionaggio, group stalking, controllo a diversi livelli, da parte di un'organizzazione criminale che opera con finalita' pseudoscientifiche deviate.
Non ne conosco il nome ma so che e' sicuramente una corporation potente e ramificata a livello internazionale, ha influenze politiche e contatti stretti, a volte collaboratori interni, con la polizia e similiari apparati di ordine pubblico; dispone di tecnologie avanzate e sconosciute al grande pubblico, alcune di queste sono brevetti militari ancora segreti e altre sono invece a disposizione delle agenzie di investigazione privata piu' danarose; ha certamente un budget enorme di spesa da dedicare alla sorveglianza dei target prescelti nel lungo periodo, nonche' un vasto numero di agenti, dirigenti, spioni, mercenari e depistatori vari che collaborano a vario titolo e in diversi periodi di tempo a queste “covert operations”, che spesso "subappalta"ad altre organizzazioni minori con cui e' in contatto - ad esempio in caso di viaggio improvviso all'estero del target.
Le cifre in gioco sono enormi, sia per il numero di persone impiegate a tempo indeterminato in queste operazioni sia per la montagna di soldi che vengono spesi. Diciamo che puo' permettersi di spendere intorno ai 50.000 € al giorno, nel mio caso, pur di assicurarsi la sorveglianza 24 ore su 24 del target in qualsiasi luogo si trovi su questo pianeta, senza mai perderlo di vista, neanche al cesso, neanche mentre fa la spesa al supermercato, o mentre dorme, o mentre mangia una pizza con gli amici. Alla faccia della legge sulla privacy.
La prima domanda che viene a tutti coloro cui mi e' capitato di raccontare la mia realta' di persona spiata e' PERCHE'? Qual'e' il motivo di tutto cio'? "Perche' mai qualcuno dovrebbe spiarti, seguirti? Chi sei tu da meritare tanta attenzione? chi mai si prenderebbe la briga di spendere tanti soldi e buttar via tanto tempo dietro a te? anche volendo crederti, mi dai uno straccio di spiegazione logica sul perche' ti controllano?" e poi invariabilmente comincia la tiritera che il problema e' nella mia testa, che io "mi sento" spiata, che sono paranoica, magari che devo farmi visitare da uno psichiatra... che sono come un bambino che si e' creato l'amico invisibile!
Pero' sono domande che mi faccio anch'io milioni di volte. Mi dico: Tu non sei nessuno, non hai soldi, non hai segreti, non hai particolari capacita', perche' dovrebbero averti messo sotto sorveglianza? che cos'hai di speciale? che cos'hai che vale cosi' tanto? E via dicendo. Ho provato milioni, miliardi di volte a dare una risposta a queste domande, a me stessa e agli altri, non c' e' un maledetto giorno che non ci pensi e non chieda a me stessa, a dio, al mio se' superiore, all'universo, il perche' di tutto cio', e perche' proprio a me, ma la verita' e' che non lo so.
Posso fare alcune ipotesi, in base alla vita che ho vissuto e al tipo di persona che sono, visto che corrispondo ad alcuni degli classici standard delle cavie umane usate per oscuri esperimenti della cia e di altri servizi segreti sulla popolazione civile: appartengo a una categoria particolare, quella dei tossici, che e' fra le piu' deboli della societa' e che viene considerata come spazzatura, nonche' a quella dei malati cronici, vivo sola, sono femmina, altro punto di debolezza nell'ambito sociale e personale, sono un tipo solitario, frequento poche persone e tendo da sempre ad isolarmi dagli altri esseri umani. Insomma sono il tipo di target perfetto, servo per portare avanti senza saperlo qualche operazione molto pericolosa svolta ai miei danni, infatti la mia senzazione e' sto facendo da cavia per un qualcosa che se mi fosse stato proposto sicuramente non avrei accettato.
Probabilmente non sono la sola in questa situazione, ma non e' che questo mi faccia sentire meglio. Ho anche provato a contattare altri che sono vittime di situazioni di abuso, dal controllo mentale alle torture tecnologiche, allo stalking organizzato, e purtroppo tutti costoro non vengono creduti, di quelli che ho conosciuto molti sono ormai impazziti del tutto, altri sono sulla buona strada, altri sono lucidi e stanno resistendo con tutte le loro forze, ma ancora non ho trovato nessuno che abbia delle esperienze simili alla mia. Anzi si, a dire la verita' lo avevo trovato, solo che non ho potuto contattarlo, almeno con i soliti mezzi, perche' e' morto. Si tratta di Marco Pantani. Ho cercato senza saperlo coscientemente, di avvicinarmi, sono stata a Cuba nel dicembre 2003 quando c'era anche lui, ed altre coincidenze e circostanze strane, di cui mi sono resa conto solo in un secondo momento. A volte davvero penso che le mie azioni e le mie decisioni siano condizionate, i miei pensieri distorti e controllati stile ipnosi, mi vengono i brividi se penso che potrei essere un manchurian candidate..
Posso provare, per deduzione logica, a restringere il campo delle possibili organizzazioni che possono permettersi di portare avanti questo tipo di operazioni, e sono veramente poche, ma una risposta chiara ancora non e' arrivata. L'ipotesi che attualmente mi sembra meno assurda e' quella di una multinazionale farmaceutica che effettua esperimenti su possibili farmaci, o su nuovi virus, vaccini, o microchip impiantabili sottopelle, o parti artificiali del corpo umano per costruire dei cyborg, o modificare il comportamento, condizionare i pensieri, e chi piu' ne ha piu' ne metta, e qui ci puo' stare dentro qualunque ipotesi fantascientifica. Questa e' vera e propria vivisezione usando cavie umane inconsapevoli- e' gia' successo varie volte ed e' ampiamente documentato l'uso per esperimenti di vario tipo di truppe di soldati, di carcerati o di popolazioni del terzo mondo- e la corporation che puo' permettersi di organizzare una mostruosita' del genere e' magari una multinazionale degli armamenti che testa armi biologiche o chimiche o ultrasoniche o chessoio, e per farlo quindi collabora con servizi segreti e agenzie varie di intelligence. Tutti accumunati da uno stesso aggettivo: criminali.
Nella mia esperienza di target alcune volte ho notato che gli spioni che mi seguono usano metodi militari, con gesti in codice, segni convenzionali, fischi che imitano gli uccelli o versi di animali, travestimenti con finti cespugli, tattiche e movimenti da film bellici... e in un paio di occasioni ho proprio visto coi miei occhi dei militari appostati, ad esempio in una casa in costruzione su cui avevano posto delle tende oscuranti alle finestre, indossavano una specie di mimetica blu e nera, passamontagna nero, e a grande velocita' utilizzavano attrezzature varie, le smontavano e le riponevano in casse ... ma questo potrebbe anche solo significare che questa multinazionale usa dei contractors, dei mercenari come quelli ingaggiati in iraq, non porta per forza alla conclusione che si tratti del Sisde o della Cia. Chiunque sia e' molto ben organizzato ed attrezzato con tecnologie da fantascienza, roba che non compare nemmeno su internet, e il saperli nascosti nei pressi di casa mia o mimetizzati nel bosco dove sto passeggiando mi provoca ogni volta i brividi, le palpitazioni e i sudori freddi. Non per questo rinuncio a fare passeggiate in montagna. So di rischiare la vita ogni singolo momento di ogni fottutissimo giorno, anche quando sono chiusa in casa, anche quando dormo, anche adesso che sto scrivendo queste righe per i posteri.
Ricapitolando: di sicuro le tecnologie utilizzate sono segrete, non ancora in commercio, esclusiva dei servizi di intelligence e dell'esercito, io almeno non ho ancora visto in vendita su ebay un software che permetta di spiare le persone tramite il sistema elettrico della loro stessa abitazione. Non ho mai sentito parlare di macchinari che producono olografie tridimensionali a distanza, eppure li ho visti, erano nella stanza accanto alla mia in un hotel, per non parlare di sistemi con cui si producono temperature estreme in alcuni ambienti, o freddo polare o calore insopportabile nel giro di pochi minuti...
oppure tecnologie tramite le quali queste persone, mentre tu sei chiuso nella tua stanza riescono a spostare gli oggetti di qua e di la, o che te li fanno letteralmente sparire sotto al naso, e in casa ci sei solo tu. Se provi a raccontare in giro qualcosa del genere ti prendono automaticamente per pazzo. Probabilmente se non avessi vissuto certe esperienze in prima persona lo farei anche io, sono stata una scettica irriducibile, prima che capitasse a me. Ben mi sta come contrappasso, no?
So che puo' sembrare fantascienza, come negli anni 80 era fantascienza il telefonino, intenet, le reti wireless o il notebook che pesa meno di 1 kg. Erano inimmaginabili anche le armi ad energia diretta, ad ultrasuoni, i faser che ti sparano una corrente paralizzante...finche' qualcuno non si e' ricordato che un certo Nikolas Tesla aveva fatto delle scoperte geniali, e basandosi su queste ha inventato e brevettato sul serio, nella realta' ordinaria e non nei film sugli alieni, cose che sembravano impossibili.
Ma voglio dirigere un attimo l'attenzione dalle ipotesi ai fatti, a cose accadute e verificabili di cui ci sono tracce e testimoni, perche' gli scrupoli verso gli altri sono stati quelli che mi hanno frenato finora dal fare di tutto di piu' per far emergere la mia situazione, urlandola al mondo.
Diciamo che da quando questo grande fratello – chiamo cosi' questa organizzazione per mancanza di fantasia – “sa che io so” mi ha posto sotto ricatto, o meglio ha deciso di sfruttare il fatto che io sia consapevole di essere sotto sorveglianza, ed ogni volta che ho provato a fare un timido passo per fare delle indagini o per cercare di rendere pubblica la verita', o ' successo qualcosa di brutto a qualcuno che mi stava a cuore, o e' successo qualcosa di spiacevole a me e alle mie cose.
Porto solo un paio di esempi. Nell'ottobre del 2007 avevo chiesto ad un piccolo investigatore privato di condurre un'indagine su di me. Gli avevo chiesto di seguirmi in particolari situazioni dove sapevo che mi avrebbero seguita in modo evidente, e costui e la sua squadra dovevano prendere nota di chi fossero gli spioni e cercare di saperne di piu'; ebbene non solo questo signore fu preso bellamente in giro e depistato, dato che eravamo stati ascoltati e seguiti sempre, nonostante le sue ingenue precauzioni, ma gli venne anche danneggiata l'auto, e il giorno stesso che si fece installare una videocamera nascosta nello specchietto anteriore, questa gli venne rubata, dopo poche ore e in pieno giorno, nel parcheggio del centro commerciale "Le Befane" di rimini. Il vecchio amico a casa di cui andavo a rifugiarmi in quel periodo , spari'improvvisamente, seppi poi che fu arrestato per una pendenza giudiziaria di non so quanti anni prima, e di peggio capito' a un altro mio conoscente che avevo coinvolto nell'indagine, fu licenziato dalla ditta in cui lavorava come autotrasportatore perche' qualcuno li avviso' che aveva avuto un passato turbolento, la moglie lo butto' fuori di casa perche' fu messa al corrente di qualche suo scheletro nell'armadio, e infine venne messo sotto sorveglianza dai carabinieri finche' fu arrestato per un tentato furto.
La ritorsione mafiosa pero' che per me e' piu' evidente e' che quell'anno, esattamente il 31 ottobre, notte di halloween, mio figlio diciassettenne fu arrestato per un tentato furto aggravato di una forma di parmigiano. Nemmeno un paio di settimane dopo che avevo dato l'incarico all'investigatore e cercavo di attirare i maledetti spioni allo scoperto, in un modo molto efficace di cui parlero' in un altro momento. Successe che un vecchietto all'una di notte aveva chiamato i carabinieri avvisandoli che in un cortile li vicino c'erano dei ragazzi, tra cui mio figlio, che spingevano un carrello, ed era rimasto attaccato al telefono finche' non era arrivata la volante. Questa potrebbe apparire una coincidenza, ma dopo migliaia di queste coincidenze sospette io so che non e' cosi'. Il vecchietto e' stato pagato dai miei "controllori occulti" per avvisare i carabinieri e l'arresto di mio figlio e' stata la vendetta per aver cercato di fare delle indagini ed aver assunto un investigatore. E purtroppo ha funzionato anche come minaccia a non fare ulteriori indagini, finche' non ho cambiato modo di pensare e prospettive: adesso i ricatti e le ritorsioni mafiose non mi toccano piu', anzi mi provocano la reazione opposta, una grande rabbia, una nuova energia per andare avanti a qualsiasi costo, senza sentirmi responsabile di altri che non dipendono da me.
La modalita' mafiosa di far capitare cose spiacevole e' capitata varie volte per altri arresti ingiustificati e per sfighe su misura successe alle altre persone. Era gia' successo ad altri che avevano provato ad aiutarmi prima. Se erano persone dell'ambiente della droga, iniziava una sorveglianza speciale finche' non li prendevano con qualche sospetto inventato. Se avevano precedenti penali, venivano improvvisamente arrestati per procedimenti che giacevano nei cassetti da vent'anni, per poi essere rilasciati dopo alcune settimane dal giudice, e con tante scuse. Se erano persone con attivita' commerciali o con proprieta', cominciavano a capitargli furti e danneggiamenti in serie. Se avevano una casa in campagna dove a volte mi ospitavano, quando avevo troppa paura di stare a casa mia da sola, venivano tolti di mezzo lui e la casa, nonche' i rottweiler e i pastori tedeschi che aveva di guardia. Insomma, nei vecchi ambienti che frequentavo ormai era risaputo che portavo sfiga. Dove c'ero io cominciavano a succedere le cose piu' brutte, piu' strane e piu' assurde.
Questo modus operandi del "grande fratello oscuro" riguarda il ricatto e la vendetta attraverso le persone che avevo o che ho vicino, a cui ho reagito quasi sempre allontanandomi e isolandomi dagli altri, cambiando spesso compagnie o non frequentando nessuno per piu' di qualche giorno di seguito. Ma le vendette e ritorsioni maggiori ovviamente sono sempre state sulla sottoscritta. Sono state talmente tante in questi anni che faccio quasi fatica ad elencarle tutte. Dai furti in casa dopo essere entrati, alla manomissione di telefoni, computer, sveglie, oggetti di uso quotidiano, o la loro sostituzione con altri simili ma piu' vecchi e rovinati, alla manomissione di automobili e motocicli, alla sparizione di file o all'intrusione informatica via internet.
Tante di queste cose continueranno a capitarmi, ma ormai ci ho fatto il callo. Ho raggiunto il limite, oltre il quale non mi importa piu' di nessuna delle conseguenze possano verificarsi, voglio solo la verita'. ho messo in conto anche le eventuali ritorsioni a miei familiari nel caso decida di rendere pubblico qualche testo o foto via internet, magari tramite un blog, e anche in questo caso ho deciso che e' per me piu' alto il prezzo da pagare con il mio silenzio, in termini di sofferenza, di mancata realizzazione spirituale, di occasione sprecata di portare una mia testimonianza, perche' mi sentiro' dannata, fallita, vigliacca, e perche' so che devo fare la mia vita. Non posso continuare a proteggere coloro a cui voglio bene col mio silenzio, o ad illudermi di farlo.
Non si tratta di persone che vivono con me o dipendono da me in termini di vita o di morte, e comunque sia non riuscirei a proteggere nessuno perche' non posso controllare la vita degli altri. Mio figlio ora ha 19 anni compiuti, e' grande e si dovra' prendere la responsabilita' delle sue scelte, mia madre ha 81 anni e la sua vita la ha gia' pienamente vissuta. Ora io devo vivere cio' che resta della mia. E questa non lo e', e' solo sopravvivenza di un topo in gabbia che si illude di essere libero perche' le sbarre sono trasparenti.
Per quanto riguarda altri tipi di ritorsioni, circa quelle economiche e cioe' possibili furti dei miei risparmi, specie via internet o bancomat, se accadranno mi permetteranno di tornare a fare la barbona, muovendomi senza auto, senza cellulare, senza soldi ne' carta di credito, con una vita quindi meno rintracciabile e prevedibile, e di prendermi dei rischi in piu', tanto non avro' niente da perdere... allo sbaraglio. vivi ogni momento come se fosse l'ultimo, che bello! e che incubo per loro, dover seguire una scheggia impazzita!
per quanto riguarda eventuali ritorsioni sociali o lavorative, ho risolto il problema alla radice, infatti non lavoro piu' e non faccio piu' vita sociale. Detto cosi' sembra facile, quasi una battuta, ma ci sono arrivata per disperazione, dopo aver perso tre impieghi di tutto rispetto per via dei vari boicottaggi del mio grande fratello personale, e in quanto alla vita sociale sono sempre stata un lupo solitario, preferisco cambiare spesso ambiente perche' la gente normale mi annoia e quella interessante mi mette in soggezione, e mi sento un pesce fuor d'acqua ovunque.
Ho dunque deciso di scrivere quello che mi sta capitando da oltre 7 anni, e cioe' di essere il target di una operazione di sorveglianza a lunghissimo termine per motivi ignoti, senza badare a chi mi credera' o no, e senza badare ad eventuali ritorsioni, perche' ormai l'unica alternativa per me e' il suicidio o la pazzia, e non sono alternative percorribili, perche' io voglio vivere e non sono pazza!
sabato 4 aprile 2009
la mia storia parte 1 e 2
L'articolo di Reena Leena su “microchip, controllo mentale, psichiatria e DSM” pubblicato su questo blog mi ha talmente colpito che non posso fare a meno di rispondere, finalmente qualcuno che e' consapevole dell'esistenza di un tipo di spionaggio elettromagnetico e che porta informazioni basate su fatti!
Voglio testimoniare qualcosa della mia storia, anche se cosi' facendo rischio delle pesanti conseguenze. Infatti io sono una di quelle persone, uno di quei civili inconsapevoli vittime di un qualche esperimento di cui non so nulla, se non che mi e' stato probabilmente inserito un microchip, e da anni sto vivendo l'incubo di una vita spiata 24 su 24.
la mia situazione e' di totale impotenza: nessuno fra le persone che conosco mi crede, la polizia o non puo' aiutarmi mi e' sembrata complice o corrotta, le tecniche di disinformazione usate nei miei confronti mi hanno isolato da amici, vicini, colleghi, cercando di tagliarmi ogni contatto sociale. Ma quello che e' peggio e' che le poche persone che in questi anni mi hanno aiutato sono state dissuase a forza di “sfighe” che gli facevano capitare, finche' non si sono allontanate per autotutelarsi.
Quando poi ho provato a fare delle indagini o ad assumere degli investigatori privati e' successo puntualmente qualcosa a mio figlio, a mia mamma, ad altre persone care, oltre che a me, naturalmente. Coincidenze, mi dicono certi, ma io non credo alle coincidenze, cosi'tante, cosi' puntuali e cosi' ripetitive: si tratta di ritorsioni, di ricatti di stile mafioso.
Nel mio caso non ho idea di chi sia l'organizzazione mandante, ma nel corso degli anni ho visto che si serve sia di gruppi di militari in mimetica bardati di tutto punto, nascosti in cespugli o in case in costruzione, sia intere squadre di inseguitori suddivisi fra quelli in auto, in moto, e a piedi, probabilmente assoldati fra le agenzie del posto e delle citta' vicine.
dicendo queste cose sembrero' paranoica, eppure e' la mia realta'. non ci credevo nemmeno io, e non ci ho voluto credere con tutte le mie forze perche' non ci guadagno assolutamente niente, anzi ne ho avuto la vita distrutta in tutti i campi.
Ho fatto diecimila esperimenti e prove sul campo, ad esempio noleggiare una macchina e poi andare per strade deserte, fare tragitti lunghissimi in orari assurdi, o fingere di perdermi di notte in luoghi remoti, e avevo sempre le stesse 4 o 5 macchine dietro, sempre il piu' possibile anonime, sempre con un uomo anonimo al volante, e che mi seguivano a rotazione da una distanza abbastanza lontana da non essere notati, sicuramente sulla base delle coordinate gps del cellulare o di altri dispositivi spia che possono essere nascosti ovunque.
La caratteristica dello spionaggio nel mio caso e' che e' sempre stato effettuato tramite il sistema elettrico, sia delle abitazioni che delle auto, e dove non e' presente usano altri tipi di frequenze, che mi causano spesso interferenze visive. Non serve a nulla staccare l'interruttore generale, ne trovarsi in case dove la corrente e' staccata, non so come sia possibile ma riescono ad utilizzarlo ugualmente. In tutti i luoghi dove io mi trovo e dove loro effettuano questa “scannerizzazione degli edifici” la luce elettrica produce delle doppie ombre, nonche' dei riflessi colorati che di solito non sono presenti. L'idea che mi sono fatta e' che introducano un fascio di luce aggiuntivo oltre a quello visibile, col quale possono osservare tutto, nonche' compiere delle azioni, come spostare oggetti, tramite una sorta di realta' virtuale.
potrebbe essere anche una tecnologia che non usa direttamente i sistemi elettrici ma nei luoghi dove viene usata lo va a modificare in modo abbastanza evidente, in quanto la luce si propaga diversamente e produce effetti diversi. la cosa strana e' che i fasci di luce che vengono proiettati su superfici solide sembrano diventare digitalizzati, e anche le ombre prodotte da questi fasci di luce assumono contorni precisi al millimetro, propagandosi come se avessero una dimensione in piu' a quella solita, come se fossero proiettate su un'ulteriore schermo invisibile.
Si limitassero solo a questo, invece no... vi sto parlando di tecnologie di spionaggio che non servono solo a controllare il target da remoto, ma anche a modificare l'ambiente del target da remoto, e questa e' la parte piu' incredibile della storia.
Le poche volte che ho tentato di raccontare alcune esperienze da film del terrore che ho vissuto, come un ologramma colorato nella mia stanza, candele che si spegnevano e si accendevano da sole, cose che sparivano, cellulari o videocamere che mi venivano modificati sotto gli occhi, alimenti e bevande che cambiavano sapore e consistenza eccetera... ovviamente mi hanno presa per pazza, paranoica, in preda ad allucinazioni e delirio, o sotto effetto di chissa' quale droga.
ma non ne hanno nemmeno bisogno, dispongono di strumenti, anzi armi, a raggi o psicotroniche che dir si voglia, che modificano la realta' che la vittima percepisce, la distorce, e tu cominci ad avere le allucinazioni pur non avendo assunto alcuna droga, e rischi di impazzire sul serio. Se non impazzisci tremi di terrore. se superi entrambe queste emozioni, come e' successo finora a me, cominci a capire che viviamo tutti quanti in una realta' finta, una matrix da cui non usciamo perche' e'stata costruita molto comoda, e cominci a volertene liberare a qualunque costo.
La cruda verita' e' che l'articolo di Reena Kilde si basa su fatti comprovati, anche se e' piu' comodo credere che siano fantasie, e che i criminali esperimenti di medicina militare, sul controllo mentale, sulle armi ad energia diretta o non-letali e chissa' cos'altro, di cui si parla nell'articolo, distruggono la vita delle persone e delle loro famiglie, ne inducono molte al suicidio, altre alla pazzia, altre al totale isolamento sociale, tutte a un calvario di sofferenze ed umiliazioni che non hanno alcuna giustificazione scientifica.
Il problema e' anche che la nostra societa' si comporta in modo del tutto schizofrenico, ad esempio nello stesso periodo in cui lo psichiatra da cui ero stata “visitata” refertava che ero in preda a delirio paranoide, e altri mi dicevano che ero affetta da manie di persecuzione, ottenevo un impiego migliore e per il quale feci una certa selezione, un nuovo lavoro come impiegata amministrativa in una grande societa', con mansioni che richiedevano una certa dose di precisione e responsabilita', oltre che un normale buonsenso e capacita' di raziocinio, ovviamente!
insomma per quegli psichiatri ero fuori di testa, per i selezionatori della tal multinazionale ero la persona giusta da sciegliere per tenere la contabilita' della sede a tempo indeterminato.
parte 2
Ma veniamo a chi sono io. Io sono una donna single, un tipo solitario e introverso, ho cambiato mille citta' e ho fatto mille traslochi, non trovandomi mai bene da nessuna parte, e sono ex tossicodipendente. Immagino abbiano pensato a me come una candidata perfetta.
Quando ho cominciato ad accorgermi di essere seguita, spiata anche al telefono, e ho cominciato a notare le mie cose manomesse, vivevo a rimini con mio figlio di 10 anni, in un piccolo appartamento in periferia. Era il 2000 e nei primi tempi pensai che si trattasse della vendetta di un mio ex amico, che avevo saputo condurre una seconda vita in cui faceva l'investigatore privato, oltre che il truffatore, aveva contatti con squadracce neofasciste e collezionava oggetti del duce.
Mi limitai a segnalare la cosa al mio avvocato, cambiai serratura di casa e cellulare e non detti troppo peso alla cosa, sapendo che si sarebbe presto stancato.
Arrivo' il 2002, in estate mi sottoposi a una cura di interferone e ribavirina perche' mi era stata diagnosticata una cirrosi epatica allo stadio iniziale, mediante biopsia. La cura mi debilito' moltissimo e i medici me la sospesero per gli effetti collaterali.
Fu in quel periodo che tornai a fare uso saltuario di cocaina per tirarmi un po' su, come avevo fatto tante altre volte senza particolari problemi, ma stavolta, nel giro di soli due mesi, la mia vita fu distrutta completamente. e non a causa della sostanza, anzi.
Ogni volta che solo provavo ad acquistarne un po' mi imbattevo in gente che mi seguiva facendosi notare, o mi si rompeva la macchina, o il cellulare non funzionava, o rientravo a casa e trovavo tutto fuori posto, oggetti manomessi o addirittura sostituiti.
Dovunque andavo la luce elettrica faceva strani scherzi: mentre in casa l'intensita' sembrava aumentare, nonostante avessi messo lampadine meno potenti, in auto i fari e le luci dell'abitacolo erano piu' deboli, o andavano e venivano, come capitava anche ai lampioni quando passavo per strada, e nei corridoi dove camminavo. Il mio computer sembrava avere un nuovo virus al giorno.
Cambiai serratura di nuovo, scheda e cellulare. Formattai il pc. Ma non servi' a niente.
Ero impaurita ma sicura di poter aver ragione sui miei molestatori, quindi cercavo continuamente di dimostrare agli altri che cio' che succedeva era reale e non frutto della mia fantasia. Ma i dispetti capitavano solo quando ero sola, e dato che in casa ci vivevo solo io -mio figlio a certe cose non prestava attenzione- non c'era nessuno per poter fare da testimone. Notavo che quando volevo fare uso di cocaina questi misteriosi impiccioni uscivano allo scoperto, facendosi vedere da vicino, e cercavano in tutti i modi di impedirmelo, compreso farmi sparire soldi, chiamare la polizia, mettermi fuori uso l'auto, chiudermi dentro il mio stesso appartamento...e per me stava diventando una sfida a chi era piu' forte.
ovviamente se ne parlavo con qualcuno il problema era la sostanza, o la paranoia dovuta al suo uso, avevo un bel dire che l'uso non arrivavo proprio a farlo...i problemi capitavano PRIMA e non dopo l'eventuale assunzione, infatti erano ostacoli di ogni tipo posti in essere per impedirmi l'uso di cocaina, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.
per i miei molestatori sembrava proprio una questione di vita o di morte. Ovviamente provai a voler usare altri tipi di sostanze e non successe assolutamente nulla, avrei potuto consumare eroina, lsd, speed, alcool, hashish in quantita' industriali e gli spioni non avrebbero mosso un dito.
Ora vediamo, la cocaina produce effetti neurologici, cardiaci e di addensamento del sangue.
negli effetti di questa sostanza e in qualcosa che ha di particolare il mio fisico, sta la chiave per capire i motivi per cui questa gente mi ha rovinato la vita. so che non sono la sola, so che hanno riservato lo stesso trattamento a Marco Pantani, che pero' ci ha rimesso la vita.
Voglio testimoniare qualcosa della mia storia, anche se cosi' facendo rischio delle pesanti conseguenze. Infatti io sono una di quelle persone, uno di quei civili inconsapevoli vittime di un qualche esperimento di cui non so nulla, se non che mi e' stato probabilmente inserito un microchip, e da anni sto vivendo l'incubo di una vita spiata 24 su 24.
la mia situazione e' di totale impotenza: nessuno fra le persone che conosco mi crede, la polizia o non puo' aiutarmi mi e' sembrata complice o corrotta, le tecniche di disinformazione usate nei miei confronti mi hanno isolato da amici, vicini, colleghi, cercando di tagliarmi ogni contatto sociale. Ma quello che e' peggio e' che le poche persone che in questi anni mi hanno aiutato sono state dissuase a forza di “sfighe” che gli facevano capitare, finche' non si sono allontanate per autotutelarsi.
Quando poi ho provato a fare delle indagini o ad assumere degli investigatori privati e' successo puntualmente qualcosa a mio figlio, a mia mamma, ad altre persone care, oltre che a me, naturalmente. Coincidenze, mi dicono certi, ma io non credo alle coincidenze, cosi'tante, cosi' puntuali e cosi' ripetitive: si tratta di ritorsioni, di ricatti di stile mafioso.
Nel mio caso non ho idea di chi sia l'organizzazione mandante, ma nel corso degli anni ho visto che si serve sia di gruppi di militari in mimetica bardati di tutto punto, nascosti in cespugli o in case in costruzione, sia intere squadre di inseguitori suddivisi fra quelli in auto, in moto, e a piedi, probabilmente assoldati fra le agenzie del posto e delle citta' vicine.
dicendo queste cose sembrero' paranoica, eppure e' la mia realta'. non ci credevo nemmeno io, e non ci ho voluto credere con tutte le mie forze perche' non ci guadagno assolutamente niente, anzi ne ho avuto la vita distrutta in tutti i campi.
Ho fatto diecimila esperimenti e prove sul campo, ad esempio noleggiare una macchina e poi andare per strade deserte, fare tragitti lunghissimi in orari assurdi, o fingere di perdermi di notte in luoghi remoti, e avevo sempre le stesse 4 o 5 macchine dietro, sempre il piu' possibile anonime, sempre con un uomo anonimo al volante, e che mi seguivano a rotazione da una distanza abbastanza lontana da non essere notati, sicuramente sulla base delle coordinate gps del cellulare o di altri dispositivi spia che possono essere nascosti ovunque.
La caratteristica dello spionaggio nel mio caso e' che e' sempre stato effettuato tramite il sistema elettrico, sia delle abitazioni che delle auto, e dove non e' presente usano altri tipi di frequenze, che mi causano spesso interferenze visive. Non serve a nulla staccare l'interruttore generale, ne trovarsi in case dove la corrente e' staccata, non so come sia possibile ma riescono ad utilizzarlo ugualmente. In tutti i luoghi dove io mi trovo e dove loro effettuano questa “scannerizzazione degli edifici” la luce elettrica produce delle doppie ombre, nonche' dei riflessi colorati che di solito non sono presenti. L'idea che mi sono fatta e' che introducano un fascio di luce aggiuntivo oltre a quello visibile, col quale possono osservare tutto, nonche' compiere delle azioni, come spostare oggetti, tramite una sorta di realta' virtuale.
potrebbe essere anche una tecnologia che non usa direttamente i sistemi elettrici ma nei luoghi dove viene usata lo va a modificare in modo abbastanza evidente, in quanto la luce si propaga diversamente e produce effetti diversi. la cosa strana e' che i fasci di luce che vengono proiettati su superfici solide sembrano diventare digitalizzati, e anche le ombre prodotte da questi fasci di luce assumono contorni precisi al millimetro, propagandosi come se avessero una dimensione in piu' a quella solita, come se fossero proiettate su un'ulteriore schermo invisibile.
Si limitassero solo a questo, invece no... vi sto parlando di tecnologie di spionaggio che non servono solo a controllare il target da remoto, ma anche a modificare l'ambiente del target da remoto, e questa e' la parte piu' incredibile della storia.
Le poche volte che ho tentato di raccontare alcune esperienze da film del terrore che ho vissuto, come un ologramma colorato nella mia stanza, candele che si spegnevano e si accendevano da sole, cose che sparivano, cellulari o videocamere che mi venivano modificati sotto gli occhi, alimenti e bevande che cambiavano sapore e consistenza eccetera... ovviamente mi hanno presa per pazza, paranoica, in preda ad allucinazioni e delirio, o sotto effetto di chissa' quale droga.
ma non ne hanno nemmeno bisogno, dispongono di strumenti, anzi armi, a raggi o psicotroniche che dir si voglia, che modificano la realta' che la vittima percepisce, la distorce, e tu cominci ad avere le allucinazioni pur non avendo assunto alcuna droga, e rischi di impazzire sul serio. Se non impazzisci tremi di terrore. se superi entrambe queste emozioni, come e' successo finora a me, cominci a capire che viviamo tutti quanti in una realta' finta, una matrix da cui non usciamo perche' e'stata costruita molto comoda, e cominci a volertene liberare a qualunque costo.
La cruda verita' e' che l'articolo di Reena Kilde si basa su fatti comprovati, anche se e' piu' comodo credere che siano fantasie, e che i criminali esperimenti di medicina militare, sul controllo mentale, sulle armi ad energia diretta o non-letali e chissa' cos'altro, di cui si parla nell'articolo, distruggono la vita delle persone e delle loro famiglie, ne inducono molte al suicidio, altre alla pazzia, altre al totale isolamento sociale, tutte a un calvario di sofferenze ed umiliazioni che non hanno alcuna giustificazione scientifica.
Il problema e' anche che la nostra societa' si comporta in modo del tutto schizofrenico, ad esempio nello stesso periodo in cui lo psichiatra da cui ero stata “visitata” refertava che ero in preda a delirio paranoide, e altri mi dicevano che ero affetta da manie di persecuzione, ottenevo un impiego migliore e per il quale feci una certa selezione, un nuovo lavoro come impiegata amministrativa in una grande societa', con mansioni che richiedevano una certa dose di precisione e responsabilita', oltre che un normale buonsenso e capacita' di raziocinio, ovviamente!
insomma per quegli psichiatri ero fuori di testa, per i selezionatori della tal multinazionale ero la persona giusta da sciegliere per tenere la contabilita' della sede a tempo indeterminato.
parte 2
Ma veniamo a chi sono io. Io sono una donna single, un tipo solitario e introverso, ho cambiato mille citta' e ho fatto mille traslochi, non trovandomi mai bene da nessuna parte, e sono ex tossicodipendente. Immagino abbiano pensato a me come una candidata perfetta.
Quando ho cominciato ad accorgermi di essere seguita, spiata anche al telefono, e ho cominciato a notare le mie cose manomesse, vivevo a rimini con mio figlio di 10 anni, in un piccolo appartamento in periferia. Era il 2000 e nei primi tempi pensai che si trattasse della vendetta di un mio ex amico, che avevo saputo condurre una seconda vita in cui faceva l'investigatore privato, oltre che il truffatore, aveva contatti con squadracce neofasciste e collezionava oggetti del duce.
Mi limitai a segnalare la cosa al mio avvocato, cambiai serratura di casa e cellulare e non detti troppo peso alla cosa, sapendo che si sarebbe presto stancato.
Arrivo' il 2002, in estate mi sottoposi a una cura di interferone e ribavirina perche' mi era stata diagnosticata una cirrosi epatica allo stadio iniziale, mediante biopsia. La cura mi debilito' moltissimo e i medici me la sospesero per gli effetti collaterali.
Fu in quel periodo che tornai a fare uso saltuario di cocaina per tirarmi un po' su, come avevo fatto tante altre volte senza particolari problemi, ma stavolta, nel giro di soli due mesi, la mia vita fu distrutta completamente. e non a causa della sostanza, anzi.
Ogni volta che solo provavo ad acquistarne un po' mi imbattevo in gente che mi seguiva facendosi notare, o mi si rompeva la macchina, o il cellulare non funzionava, o rientravo a casa e trovavo tutto fuori posto, oggetti manomessi o addirittura sostituiti.
Dovunque andavo la luce elettrica faceva strani scherzi: mentre in casa l'intensita' sembrava aumentare, nonostante avessi messo lampadine meno potenti, in auto i fari e le luci dell'abitacolo erano piu' deboli, o andavano e venivano, come capitava anche ai lampioni quando passavo per strada, e nei corridoi dove camminavo. Il mio computer sembrava avere un nuovo virus al giorno.
Cambiai serratura di nuovo, scheda e cellulare. Formattai il pc. Ma non servi' a niente.
Ero impaurita ma sicura di poter aver ragione sui miei molestatori, quindi cercavo continuamente di dimostrare agli altri che cio' che succedeva era reale e non frutto della mia fantasia. Ma i dispetti capitavano solo quando ero sola, e dato che in casa ci vivevo solo io -mio figlio a certe cose non prestava attenzione- non c'era nessuno per poter fare da testimone. Notavo che quando volevo fare uso di cocaina questi misteriosi impiccioni uscivano allo scoperto, facendosi vedere da vicino, e cercavano in tutti i modi di impedirmelo, compreso farmi sparire soldi, chiamare la polizia, mettermi fuori uso l'auto, chiudermi dentro il mio stesso appartamento...e per me stava diventando una sfida a chi era piu' forte.
ovviamente se ne parlavo con qualcuno il problema era la sostanza, o la paranoia dovuta al suo uso, avevo un bel dire che l'uso non arrivavo proprio a farlo...i problemi capitavano PRIMA e non dopo l'eventuale assunzione, infatti erano ostacoli di ogni tipo posti in essere per impedirmi l'uso di cocaina, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.
per i miei molestatori sembrava proprio una questione di vita o di morte. Ovviamente provai a voler usare altri tipi di sostanze e non successe assolutamente nulla, avrei potuto consumare eroina, lsd, speed, alcool, hashish in quantita' industriali e gli spioni non avrebbero mosso un dito.
Ora vediamo, la cocaina produce effetti neurologici, cardiaci e di addensamento del sangue.
negli effetti di questa sostanza e in qualcosa che ha di particolare il mio fisico, sta la chiave per capire i motivi per cui questa gente mi ha rovinato la vita. so che non sono la sola, so che hanno riservato lo stesso trattamento a Marco Pantani, che pero' ci ha rimesso la vita.
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